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“Arroccato su un erto sperone roccioso, Cetraro si stende lungo il promontorio che va dalla collina al mare in un panorama d’incanto. Un borgo antico che vanta un ricco patrimonio culturale, naturale, sportivo e paesaggistico. Questi punti di forza sono distribuiti su tre grandi attrattori: il porto turistico – uno dei più importanti della Calabria -, il centro antico e le colline che assieme, compongono lo scenario perfetto per un turismo naturale, lento ed esperienziale. “

Diverse sono le teorie sull’etimologia. Il nome Cetraro è dovuto all’abbondante produzione di CEDRI o di LIMONI (in latino citrus e in greco kitron) che sono nelle campagne circostanti.

Di origini antichissime, Cetraro probabilmente fu la prima città marittima bruzia. Il centro storico è ricco di viuzze, archi e suggestivi scorci. L’accesso alla città avviene attraverso le tre porte: di Mare, di Basso e di Sopra, che testimoniano il tempo in cui Cetraro era una cittadina fortificata.

Arte, religione e culto

Alcuni dei principali monumenti si trovano in caratteristiche piazzette dai suggestivi nomi: “a giorgia”, un tempo sede del mercato, “miezzu a curta” posta al centro del borgo vecchio.

Cetraro ebbe un periodo di grande sviluppo dopo la seconda guerra mondiale con la costruzione della fabbrica tessile Faini (dal proprietario Donato Faini), specializzata nella produzioni di costumi da bagno in seta. La fabbrica necessitò di molti operai, il che provocò l’emigrazione dai comuni vicini, generando l’espansione della frazione, della marina. 

A pochi passi dalla piazza principale (Piazza del Popolo) si trova, sita in via Roma, la Chiesa Madre di San Benedetto Abate. Costruita in seguito alla donazione di Cetraro per mano della principessa Sichelgaita.

La chiesa di Santa Maria delle Grazie, conosciuta come “chiesa del Ritiro” dal nome dello spiazzale in cui è situata, risale al 1454. Di stile rinascimentale, contiene al suo interno una pala marmorea dello stesso periodo. Di notevole importanza è il portale in tufo, che risale invece al Cinquecento. Al suo interno si possono notare diversi elementi del tardo barocco.

Il culto di San Benedetto è per i cetraresi una tradizione millenaria. Ogni 11 luglio la statua del loro patrono, conservata nella chiesa Madre dedicata allo stesso, viene portata in processione. La statua viene depositata sul peschereccio più grande e portata via mare, seguito da altri pescherecci, barche e gommoni. La processione parte dal porto di Cetraro e vi ritorna, passando dal Borgo di San Marco e da Lampetia fino ad oltre il promontorio di Capofella. Terminata la processione via mare, il Santo viene trasportato fino in paese e riposto nuovamente nella chiesa di San Benedetto, dove viene celebrata la Santa Messa. In serata si svolge il concerto in Piazza del Popolo e a mezzanotte vengono sparati i fuochi d’artificio, senza i quali i festeggiamenti non possono considerarsi conclusi.

Cultura

Dal 1986, organizzata dalla pro loco nei giorni del 10 e 11 luglio, in occasione della festa di San Benedetto, si disputa una gara tra i rioni del paese, che gareggiano e sfilano, ognuno con i colori, i vestiti ed i vessilli propri. I preparativi sono lunghi e meticolosi e la gara coinvolge tutta la popolazione con sfilate e momenti di folclore locale.

Il Porto di Cetraro

Il porto di Cetraro è costituito da un molo di sopraflutto a due bracci, che si estende per sud-est, lungo circa 450 m; a circa 160 m dalla testata si diparte il molo Martello lungo 160 m orientato per nord-est che con il molo si sottoflutto di 240 m delimita l’imboccatura. Lo specchio acqueo interno è diviso in due dal pontile principale: la riva è banchinata. All’interno, a dritta entrando, si trova una darsena delimitata dal pontile principale e da due pontili secondari. Da luglio 2009 nel porto è stata aperta la darsena turistica con i pontili galleggianti muniti di servizi di acqua ed elettricità. La darsena può ospitare fino a circa 500 posti barca e sono presenti servizi igienici e docce.

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